Il termine flair comprende una serie di qualità, come lo stile, l'eleganza, l'abilità e il talento, e può essere associato a qualsiasi tipo di attività, svolta da un barman professionista, che si distingue appunto per le sue doti flair, ovvero il talento e la passione per ciò che realizza.

Prendiamo in esempio il celeberrimo film “Cocktail”, che aveva come protagonista un imbranato Tom Cruise, studente di economia, che costruì il suo successo tramite l'arte del working flair. Questo film, usciti nel 1988, fece da catalizzatore dell'attenzione generale, su un mestiere che era ancora poco conosciuto.

La storia del flair

Le vere origini di questa estrosa attività risalgono al 1800, quando Jerry Thomas, un celebre barista americano, diede inizio all'arte di miscelare i cocktail. Successivamente Thomas scrisse il primo ricettario sui cocktail e fu per questo soprannominato il “professore”.

Grazie alla sua genialità, egli rivelò al mondo la nuova identità del barman, presentandolo come un professionista dotato di talento e di creatività. Nel 1975, Mike Werner ebbe l'idea di studiare uno stile di preparazione dei cocktail tutto nuovo, dopo aver osservato un ragazzo che preparava drink rapidamente, in un bar della Florida. Werner decise di imitare quello stile, esaltando il metodo di preparazione dei cocktail, rendendo il procedimento ancora più accattivante.

Werner rimase in quel locale per molto tempo ancora, al fine di perfezionare i movimenti e le evoluzioni della tecnica. Successivamente Mike fece ritorno nel suo locale di Tampa, in Florida, che di lì a poco divenne famoso fino a diventare una vera e propria scuola di bartender, per la popolare catena T.G.I. Friday's.

Nel 1991 Werner aprì la sua scuola per bartender aperta a tutti, nella quale si insegnavano le tecniche di preparazione dei cocktail, i dosaggi, le acrobazie e le abilità legate alla rapidità. A questo punto, con la partecipazione dei bartender di tutto il mondo, lo scambio di informazioni, di ricette e di stili, non ebbe più limiti.

Nel 1997, a Orlando, venne fondata la Flair Bartender's Association, che iniziò subito a promuovere le competizioni, i corsi da barman acrobatico e i concorsi di flair in tutto il mondo. Questo fenomeno rivoluzionò il settore del bere, con enormi ripercussioni sull'economia e sulle tendenze, incrementando anche la popolarità dei locali notturni.

Il flair in Italia

In Italia, le prime attrezzature per il bartender arrivarono dagli Stati Uniti nel 1992. La prima scuola italiana di flair apre a Bastia Umbra, per merito di Marco Ranocchia, tramite un accordo commerciale con un bartender che aveva conosciuto in un locale di Madrid.  

Da questo momento in poi, l'arte del flair si diffonde rapidamente e cominciano ad emergere i primi talenti del flair italiano, come Lorenzo Bianchi e Fabio Milani. Da qui, fino all'apertura dei primi flair bar nostrani, passerà veramente poco, mentre la curiosità generale verso questo mestiere cresce costantemente, portando sempre più giovani ad intraprendere la carriera del flair bartender.

Per svolgere questa attività oggi, è necessaria una preparazione tecnica, fornita, ad esempio, da una scuola di barman a Roma, che offre l'opportunità di imparare tutti i segreti e le tecniche di questa arte, talmente affascinante da incantare il mondo intero!

In Italia sono presenti numerose scuole per bartender, ma la migliore secondo il nostro punto di vista è la Flair Art Bartender Academy, che offre corsi di formazione di tutti i livelli, da quelli per principianti, ai corsi da barman esperti. In questa scuola è inoltre possibile frequentare corsi di specializzazione nell'arte del flair e molti altri ancora!

Flair Art

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