Lo sport da combattimento è un confronto fisico, tra due atleti in un contesto agonistico, regolamentato da schemi tecnici di attacco, regole d'ingaggio e norme comportamentali.

Negli sport da combattimento il contatto può variare a seconda della disciplina e può essere parziale o totale. Lo sport da combattimento, a prescindere da quale sia, ha sempre un carattere strategico-tattico molto sviluppato, sul quale si fonda la possibilità di realizzare i risultati.

 

Cenni storici sugli sport da combattimento

Le discipline legate alle abilità da combattimento sono parte della cultura umana da più di mille anni e sono state adottate da numerose civiltà. I giochi olimpici nell'antichità erano composti da discipline prettamente da combattimento come il tiro del giavellotto, la corsa armata, il pancrazio, il pugilato, fino ad arrivare all'epoca romana che introdusse gli scontri tra i gladiatori nelle arene. Il primo cenno storico riguardante gli sport da combattimento risale al 648 a.C.

Quell'anno, durante i giochi olimpici, prese piede il pancrazio, una disciplina da combattimento simile al pugilato che prevedeva uno scontro all'ultimo sangue nel quale le uniche regole erano di non mordere e non colpire sugli occhi. Gli incontri potevano durare anche molte ore e si combatteva fino alla sottomissione o morte dell'avversario.

Successivamente, nel medioevo e poi nel rinascimento, gli sport da combattimento venivano praticati come una sorta di addestramento alla guerra.

L'ambito agonistico che oggi annovera queste discipline si è sviluppato con l'avvento delle armi da fuoco, che ha reso obsolete le tecniche da combattimento a mani nude.

Intorno all'800 la pratica sportiva del combattimento viene disciplinata e riconosciuta a livello internazionale, mentre nel mondo europeo si diffondeva il pugilato, la lotta olimpica e l'attuale scherma, discipline provenienti dalle abilità da combattimento degli antichi guerrieri.

 

Il combattimento moderno

Oggi gli sport da combattimento sono numerosi e adottano una varietà di tecniche e limitazioni. Nella boxe ad esempio, sono ammessi soltanto i pugni, mentre altre discipline prevedono anche calci, ginocchiate e gomitate, ad esempio nel Muay Thai.

Nel mondo moderno le discipline da combattimento possono essere praticate anche con l'ausilio di protezioni, come i guantoni, le conchiglie e i paradenti, o tramite l'utilizzo di armi, come nella scherma, e nel fioretto.

Oggi lo sport da combattimento è molto praticato, sia in Italia sia all'estero, da uomini e donne, a livello agonistico e amatoriale. La tipologia di competizione può variare da uno stile prettamente tecnico al pieno contatto.

 

Tipologie di sport da combattimento

Esistono miriadi di sport da combattimento suddivisi in più categorie per le loro diversità tecniche e di contatto. Ne riportiamo alcune di seguito.

 

Discipline a contatto limitato 

  • Il Karate: consiste in un combattimento che prevede delle percussioni con tutte le parti del corpo e tecniche di strangolamenti e colpi ai punti vitali. A seconda del tipo di torneo si indossano delle protezioni.
  • Semi contact: simile al Kickboxing, si combatte con guantoni, caschetto e pantaloncini. Il vincitore è decretato tramite i punti e non per K.O.

 

Discipline a contatto pieno

  • Il Pugilato: nel quale i due avversari si confrontano in uno spazio chiamato ring. Si combatte a pugni chiusi, con i guantoni da protezione, cercando di indebolire l'avversario e metterlo a terra.
  • Il Taekwondo: nata in Corea, questa disciplina si combatte prettamente con i piedi; si svolge su dei tappeti ed è consentito colpire con calci al tronco, al viso e alla nuca. Non è consentito colpire ai genitali. Le protezioni sono rigide e obbligatorie e la vittoria viene assegnata in base ai punti.
  • Il kickboxing: si combatte con pugni e calci alle gambe, al tronco e al viso. E' proibito colpire alla schiena, ai genitali e alla nuca. Anche qui si usano delle protezioni per le mani, il busto ed il viso.
  • La Boxe Cinese: le tecniche usate sono pugni e calci, con l'uso di protezioni e si combatte in un quadrato rialzato da terra, senza recinzioni.
  • La Boxe Thailandese: detta anche Muay Thai, si combatte con pugni, calci, gomitate e ginocchiate. Si usano tutte le protezioni adeguate e anche qui è proibito colpire ai genitali e alla nuca.
  • La Boxe Birmana: simile alla Boxe Thailandese, non prevede però l'uso di protezioni e consente l'uso di testate.
  • Il Full contact Karate: si combatte con pugni e calci al tronco e al viso. E' vietato colpire ai genitali e alla nuca.

 

 

Discipline lottatorie

  • Lotta libera: nasce in Francia e si basa sulle tecniche di combattimento dell'antica Grecia. Il combattimento si svolge su un tappeto e il campo da combattimento è delimitato da un cerchio rosso. L'obiettivo è quello di mettere ko l'avversario, vincendo due riprese su tre. La lotta libera è praticata sia dagli uomini sia dalle donne.
  • Lotta greco-romana: simile alla lotta libera, prevede anch'essa l'atteramento dell'avversario sulla schiena. Nel caso in cui non succeda, la vittoria viene assegnta in base ai punti.
  • Judo: nasce in Giappone come un'arte marziale. Lo scopo del combattimento è immobilizzare l'avversario a terra, sulla schiena e forzarlo ad arrendersi.
  • Brasilian Jiu Jitsu: si combatte al suolo, facendo lotta a terra e prevede la vittoria per sottomissione o in base ai punti.
  • Sumo: si svolge su un tappeto e lo scopo è quello di atterare o portare fuori zona l'avversario tramite un combattimento corpo a corpo.

 

Discipline di scherma 

  • Scherma olimpica: originata dalla scherma da duello, l'attuale scherma si combatte con tre spade: il fioretto, la sciabola e la spada. Ognuna ha un obiettivo diverso da colpire: il fioretto può colpire solo il busto, la sciabola invece può colpire la parte del corpo sopra la cintura ed è l'unica che può usare il colpo con il taglio. La spada può colpire tutto il corpo.
  • kendo: nasce in Giappone e significa letteralmente 'la via della spada'. Si combatte indossando un'armatura, che copre dalla testa fino al bacino. L'arma usata in antichità era una sciabola, rimpiazzata oggi dal bokuto.
  • Wushu: è costituito da tutte le arti marziali cinesi sia quelle corpo a corpo sia quelle che prevedono l'utilizzo di armi.
  • Lightsaber contact: è una forma di scherma che prevede l'utilizzo di riproduzioni delle spade laser usate nella saga di Guerre Stellari. Le spade sono in plastica o metallo e presentano anche componenti elettroniche come il sonoro e le sorgenti luminose.

 

Discipline ibride

  • Pancrazio: è un misto tra il pugilato e la lotta. Nasce in Grecia e prevede l'uso di tutte le tecniche possibili per vincere l'avversario usando tutta la propria forza, a mani nude.
  • Shoot fighting: simile alle arti marziali miste, si combatte con tecniche di percussioni, con il divieto di colpire l'avversario mentre è a terra, dove è consentita solo la lotta.

 

L'allenamento per lo sport da combattimento

Come si può facilmete dedurre, gli sport da combattimento consistono nel vincere l'avversario con tutte le proprie forze.

Non sarà quindi necessario un allenamento classico con pesi e corde, ma un allenamento della forza, che implica lo sviluppo della resistenza finalizzato ad aumentare il livello di forza fisica.

Esistono due correnti di pensiero rigurdanti il corretto allenamento finalizzato al combattimento. C'è chi crede che un combattente possa raggiungere alti traguardi usando solamente il proprio corpo; c'è anche chi afferma che integrare l'esercizio con degli attrezzi da palestra porti a risultati migliori. In realtà anche l'allenamento è molto soggettivo, perchè dipende dal tipo di corporatura che si possiede.

È consigliabile quindi rivolgersi ad un allenatore professionista che vi indirizzi verso il corretto allenamento. Per sviluppare la resistenza si può ricorrere all'ausilio di alcuni attrezzi:

  • I manubri 
  • Le bande elastiche
  • Le palle mediche
  • Il corpo libero

Se la vostra peculiarità è lo spirito del combattente, avete tutte le informazioni utili per la corretta scelta della disciplina che più vi si addice.

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